
Antica Locanda El Grio – Soave (VR)
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Ci sono due modi di pranzare a Soave: infilarsi nel centro e sperare di trovare posto, oppure fare pochi minuti in più e mangiare con calma.
L’Antica Locanda El Grio appartiene decisamente alla seconda categoria.
Ci siamo tornati per la seconda volta durante un weekend fuori porta, con un’idea abbastanza precisa in testa: il risotto. E sì, anche questa volta ne è valsa la pena.
Una trattoria che non sembra costruita per piacere ai turisti
El Grio lavora su una cucina molto legata al territorio, ma senza fermarsi alla tradizione “copiata e incollata”.
Ci sono piatti classici, ingredienti locali e stagionalità vera, però con quella parte più creativa che riesce a sorprendere senza diventare forzata.
Il locale è gestito dai fratelli Andreetto: Nicola in cucina e Paolo in sala. Entrambi molto presenti e molto chiacchieroni, ma nel modo giusto. Di quelli con cui finisci a parlare anche dopo il caffè, che qui, dettaglio importante, arriva con la moka direttamente al tavolo.
Cosa abbiamo mangiato
Il menu di El Grio cambia spesso e ci sono anche diversi piatti fuori carta, legati alla stagione o semplicemente all’ispirazione del momento.


Antipasti
Carne salà con gelato di senape, polenta onta e olio ai frutti di bosco
La carne salà (o carne salada) è carne di manzo salata e leggermente speziata, tipica tra Veronese e Trentino. Personalmente la amo quasi quanto il roastbeef all’inglese.
Qui però il punto forte era il gelato alla senape: freddo, pungente e molto più equilibrato di quanto sembri sulla carta. Insieme alla polenta calda servita a cubetti e alla parte acidula dei frutti di bosco funzionava sorprendentemente bene.
Tortino di piselli con fonduta di Monte Veronese e pancetta
Fuori menu e super stagionale. Lungo la strada tra Soave e Verona abbiamo visto ovunque cartelli dedicati al Pisello Verdone Nano di Colognola ai Colli, coltivato proprio in questa zona. E infatti questo piatto sembrava nascere esattamente da lì: molto semplice all’apparenza, ma davvero legato al territorio.

Primi
Risotto alle ortiche con Monte Veronese e crema di pomodori confit
Il risotto era il motivo principale per cui siamo tornati qui. Questo, alle ortiche con Monte Veronese e crema di pomodori confit, era un’anteprima del nuovo menu primavera/estate, consigliata direttamente da Nicola.
Cremosissimo senza essere pesante, molto equilibrato e con quel sapore “verde” delle ortiche che si sentiva bene senza diventare invasivo. La crema di pomodori confit dava la parte più dolce e acida che teneva insieme tutto.
Uno dei migliori risotti mangiati nell’ultimo anno, senza esagerare.


Dolci
Tiramisù al bicchiere
Molto classico, fatto bene e senza inutili reinterpretazioni.
Crumble con crema pasticcera, fragole e gelato ai cachi
Più interessante e giocato sui contrasti tra caldo/freddo, dolce/acido e consistenze diverse.


Vino: km zero vero
Uno degli aspetti interessanti del pranzo è stato anche il vino. Su consiglio di Paolo abbiamo scelto due calici della cantina Balestri Valda, realtà di Soave che lavora in modo molto coerente con il territorio circostante.
Abbiamo iniziato con un Soave Classico, più fresco, immediato e molto facile da bere. Perfetto per accompagnare gli antipasti senza coprire i sapori più delicati. Poi siamo passati al Sengialta, decisamente più strutturato e minerale, con una parte sapida molto più evidente. Uno di quei vini che ti fanno venire voglia di rallentare un po’ e capire meglio cosa stai bevendo.
La cosa bella è che qui il concetto di “km zero” non sembra costruito per marketing: cantina e ristorante distano meno di 3 km. Un abbinamento molto naturale, nel senso migliore possibile.
Perché andarci (davvero)
El Grio è uno di quei posti che risolvono una domanda molto concreta:
“Dove mangiare a Soave senza impazzire?”
La risposta è questa.
Perfetto per un pranzo con calma, soprattutto nel weekend. Cucina solida, con idee, senza forzature. Atmosfera rilassata, ma curata. Uno di quei posti da salvare e tenere buoni.