
Antica Trattoria al Pero d’Oro: una trattoria veronese fuori dal caos del centro
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A Verona (come in tutte le città colpite dall’overtourism) ci sono posti che sembrano esistere soprattutto per il turismo veloce. Menu tradotti in sei lingue, foto dei piatti un po’ anni ’80 fuori dal locale e camerieri che cercano di agganciarti mentre passi.
Poi ogni tanto trovi una trattoria come la Antica Trattoria al Pero d’Oro e il tono cambia subito.
Noi ci siamo finiti quasi per caso durante un weekend a Verona. Alloggiavamo vicino a Castelvecchio, quindi cercavamo un posto raggiungibile a piedi senza dover rientrare nel pieno della folla del centro. Probabilmente l’avevamo segnata dalla guida Osterie d’Italia del Gambero Rosso, ma sinceramente non ne sono nemmeno sicura.


Una cantina storica sotto le vie di Verona
La parte più affascinante è stata mangiare nella cantina storica sotterranea.
Muri in pietra, archi bassi, bottiglie ovunque, luci calde. Quel tipo di ambiente che rischia facilmente di diventare “finto rustico da cartolina” se non è gestito bene.
Anche perché il posto è davvero storico: il locale occupa il piano terra di un edificio del Quattrocento e persino il nome ha una storia particolare. “Pero d’Oro” deriverebbe infatti da un banco di pere caramellate che un tempo si trovava davanti all’ingresso.
Cosa abbiamo mangiato
La cucina è molto veronese, molto trattoria. Ed è proprio questo il suo punto forte. C’era, come da tradizione, una buona parte del menu a base di carne di cavallo, ma in tutta onestà non me la sono proprio sentita.
Noi abbiamo scelto:

- Tagliere misto di salumi, formaggi e giardiniera
Servito con polenta a parte, come da tradizione. Una cosa semplice, ma fatta come si deve.

- Bigoli al ragù d’anatra
In Veneto, soprattutto tra Verona e Vicenza, sono un must. Come non provarli anche qui?Un piatto pieno, rustico il giusto, molto coerente con il tipo di ambiente. Uno di quei primi che ti fanno capire immediatamente dove sei.

- Gnocchi con patate della Lessinia, tartufo nero e ricotta affumicata
La parte più “ricca” della cena. Il tartufo non aveva sentori molto intensi, ma gli gnocchi erano morbidi e compatti: perfetti. - Il vino: Valpolicella Superiore
L’abbinamento ideale, per la zona e per il menu.
L’unica vera difficoltà della serata non dipendeva dal ristorante ma da un bambino che ha urlato, corso e sbattuto oggetti praticamente per tutta la cena mentre i genitori facevano finta di niente.
E diciamo che in una cantina con l’eco ogni suono acquisisce una certa profondità emotiva.
Vale la pena?
Secondo me sì, soprattutto se cerchi:
- una trattoria tipica a Verona
- un ristorante vicino a Castelvecchio
- cucina veneta tradizionale
- un posto con atmosfera storica ma non impostata
Non è il posto da cucina creativa o da impiattamento spettacolare.
Ma se vuoi mangiare bene a Verona senza finire in un locale costruito solo per i turisti, secondo me il Pero d’Oro ha ancora molto senso.