
Ca’ Piadera a Tarzo: agriturismo chic tra le colline del Prosecco
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Ci sono posti che finisci per scoprire perché li hai salvati su Instagram, altri perché Google Maps decide che devi assolutamente andarci. Ca’ Piadera, invece, ci è stato consigliato da una conoscente. E considerando che si trova immerso tra le colline del Prosecco, non serviva molto altro per convincerci.
Siamo a Nogarolo di Tarzo, in provincia di Treviso, tra vigneti e stradine che si arrampicano sulle colline. Per arrivare ci sono un po’ di piccoli tornanti, niente di particolarmente impegnativo, ma abbastanza da farti capire che stai lasciando la strada principale e andando davvero in mezzo alle vigne.
E quando arrivi, ne vale la pena.
Un agriturismo tra le colline del Prosecco, ma con atmosfera da ristorante
Definire Ca’ Piadera semplicemente “agriturismo” secondo me racconta solo metà del posto.
La struttura nasce dal recupero di un casolare ottocentesco ed è circondata da vigneti e boschi. L’atmosfera però, almeno nella parte con cucina dove siamo stati noi, è molto più vicina a quella di un ristorante di campagna contemporaneo: tavoli curati, piatti ben presentati, ambienti belli senza diventare impostati.
In pratica, un agriturismo chic sulle colline del Prosecco, ma senza prezzi da ristorante gourmet.
Come atmosfera mi ha ricordato parecchio TerraRossa a Caneva, che è uno dei miei posti preferiti vicino a casa: stesso equilibrio tra campagna, cucina e una certa cura estetica che rende l’esperienza un po’ più speciale della classica cena in agriturismo.
E la cosa interessante è che Ca’ Piadera non è soltanto ristorante. Noi abbiamo scelto di cenare, ma c’è anche la possibilità di fermarsi nella parte enoteca e cicchetteria: opzione da tenere decisamente presente se stai cercando un posto per un aperitivo con vista sulle colline del Prosecco.
Un calice di vino, qualche cicchetto e i vigneti davanti: personalmente non avrei bisogno di molte altre argomentazioni.
Cosa abbiamo mangiato da Ca’ Piadera
La cucina segue molto il territorio e la stagionalità. Ca’ Piadera produce direttamente parte delle materie prime utilizzate e alleva anche maiali, galline e conigli; non stupisce quindi che la carne sia una delle grandi protagoniste del menu.
Evidentemente ho un debole per la carne. Dopo aver scritto anche della cena di tartare al Piron dal Re, direi che il tema è abbastanza chiaro.

Abbiamo iniziato con la gallina nostrana in saor, servita con grissini salati, riduzione di “Pieron” e olio EVO Ca’ Piadera. Personalmente amo tutto quello che è in saor, ma in questo caso c’era una marcia in più.
Il piatto parte da una preparazione molto tradizionale veneta, ma arriva al tavolo con una presentazione decisamente più da ristorante che da agriturismo vecchio stile. Ed è un po’ questo il leitmotiv che ho ritrovato per tutta la cena: sapori riconoscibili, materie prime locali, presentazioni curate senza trasformare tutto in alta cucina.

Insieme, tra gli antipasti, è arrivata la selezione di salumi di produzione propria e formaggi della Latteria Sociale di Tarzo e Revine Lago, accompagnati da giardiniera e mostarda di frutta.
Qui si entra decisamente nel territorio dell’agriturismo, nel senso migliore possibile: prodotti locali, affettati fatti in azienda e soprattutto porzioni generose. Devo dire che la sopressa e la giardiniera erano veramente buoni.


Abbiamo continuato con i bocconcini di capocollo glassati con salsa barbecue alla mela e cipollotto alla soia e con le costicine di maiale al forno su cappuccio viola marinato al finocchietto.
La carne è stata probabilmente la conferma definitiva della serata: molto buona e servita senza lesinare sulle quantità.
Qui si mangia.
Inutile dire che dopo il secondo, non avevamo neanche un centimetro quadro libero per il dolce; a mala pena per il caffè.
E ovviamente abbiamo bevuto Prosecco
Essendo nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore DOCG, la scelta era abbastanza obbligata.
Abbiamo preso una bottiglia di Prosecco Superiore Conegliano Valdobbiadene DOCG Brut Ca’ Piadera.
Del resto uno dei motivi per cui secondo me vale la pena scegliere un agriturismo o una cantina quando si trascorre una giornata tra le colline del Prosecco è proprio questo: poter mangiare e bere qualcosa che ha un legame reale con il posto in cui ci si trova, invece di limitarsi a guardare il panorama.
Prezzi: una delle sorprese migliori
Considerando la location, la zona e il modo in cui vengono presentati i piatti, mi aspettavo sinceramente prezzi più alti.
Invece il rapporto tra quantità, qualità e prezzo è stato uno degli aspetti più convincenti della cena.
Le porzioni sono abbondanti e i prezzi veramente contenuti, soprattutto pensando che siamo vicini a una delle zone turistiche più frequentate del Veneto e in un posto con una cura decisamente superiore a quella del classico agriturismo. Un esempio? Metà dei tavoli vicini a noi erano occupati da turisti di lingua tedesca, che probabilmente soggiornavano in agriturismo.
Quindi sì: bello il panorama, bella la presentazione, buona la carne. Ma soprattutto non si esce con la sensazione di aver pagato il panorama insieme alla cena.
Vegetariani? Forse non è il posto che sceglierei per primo
Un’unica considerazione riguarda chi non mangia carne.
La cucina cambia seguendo la stagione e l’orto ha un ruolo importante, quindi le proposte possono naturalmente variare. Detto questo, per quanto ho potuto provare, l’identità gastronomica di Ca’ Piadera è fortemente legata alla carne e agli animali allevati in azienda.
Se siete vegetariani controllerei quindi il menu disponibile prima di prenotare. Se invece la carne vi piace, direi che siete decisamente nel posto giusto.
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Ca’ Piadera: dove si trova e cosa vedere nei dintorni
Ca’ Piadera si trova in Via Piadera 6, a Nogarolo di Tarzo, in una posizione molto comoda per inserirla all’interno di una giornata alla scoperta delle colline trevigiane.
Indicativamente siamo a circa:
- 25 minuti da Conegliano
- 30 minuti da Valdobbiadene
- 45 minuti da Pordenone
Per chi parte dal Friuli, quindi, può tranquillamente diventare la meta di una cena fuori porta. Ma secondo me ha ancora più senso abbinarla a una giornata nella zona.
Se stai visitando borghi come **Cison di Valmarino **oppure Follina e la sua abbazia, Ca’ Piadera può essere una buona tappa per pranzo o cena.
Lo stesso vale se hai programmato una giornata ai Laghi di Revine, che si trovano davvero a pochi minuti: lago, passeggiata e poi cena tra le vigne è un programma che approvo senza particolari riserve.
E naturalmente può diventare una delle tappe di un itinerario più ampio tra Conegliano, Valdobbiadene e le colline del Prosecco, soprattutto se cerchi qualcosa di meno turistico rispetto agli indirizzi più famosi della Strada del Prosecco.
Ci tornerei?
Sì, e probabilmente la prossima volta proverei proprio la formula aperitivo (per fuggire dal caldo della pianura) o del pranzo (per godere ancora di più del panorama).
Chiudo però con una nota di servizio che potrebbe risparmiarti un piccolo momento di panico.
Attenzione alle indicazioni di Google Maps quando riparti. Tornando verso Vittorio Veneto, il navigatore a un certo punto stava cercando di mandarci lungo una strada sterrata, completamente buia, in mezzo alle vigne.
Molto suggestiva in teoria. Alle dieci di sera, un po’ meno.
