
Cozy mystery: cosa sono e quali libri leggere per iniziare
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Chi non ama le avventure di Jessica Fletcher?
Io sicuramente sì. La signora in giallo è uno di quei programmi che posso guardare praticamente in qualsiasi momento, anche se ormai conosco benissimo il meccanismo: Jessica arriva in una cittadina apparentemente tranquilla, qualcuno muore e nel giro di poco scopriamo che praticamente tutti avevano almeno un buon motivo per volerlo morto.
Per anni non mi sono mai posta il problema di dare un nome a questo genere di storie. Poi ho scoperto che una buona parte dei gialli che mi piace leggere rientra, più o meno, nella categoria dei cozy mystery.
E improvvisamente aveva molto senso anche il fatto che mi piacessero Miss Fisher’s Murder Mysteries, con Phryne Fisher nell’Australia degli anni Venti, o L’ispettore Barnaby, dove i villaggi inglesi sembrano avere un tasso di omicidi francamente preoccupante.
Cosa sono i cozy mystery
Un cozy mystery è, in sostanza, un giallo in cui c’è un mistero da risolvere – molto spesso un omicidio – ma la parte violenta resta generalmente in secondo piano. Non sono libri necessariamente privi di morti o crimini, semplicemente non puntano sulle descrizioni più crude o sull’atmosfera angosciante tipica di certi thriller. Insomma, siamo in un altro mondo rispetto a Jeffery Deaver, Kathy Reichs o Donato Carrisi. Se invece è proprio quel tipo di lettura che cerchi, qui trovi anche alcuni libri gialli e thriller che ho letto e consigliato in passato.
Qui l’atmosfera è uno dei pilastri imprescindibili. Il paese, la villa, l’hotel, la libreria. Le persone che si conoscono da vent’anni e sostengono di non avere nulla da nascondere. Il protagonista che non avrebbe nessun motivo ufficiale per indagare e invece, ovviamente, inizia a fare domande. Spesso rendendosi anche particolarmente fastidioso.
È un meccanismo che può sembrare molto preciso, ma nella realtà i confini sono abbastanza elastici. Ci sono cozy contemporanei, historical mystery molto vicini al genere, serie con una componente romance importante e libri che vengono classificati diversamente a seconda di chi ne parla.
E soprattutto non è obbligatorio trovare in ogni storia una pasticceria, una libreria e un gatto.
Perché finisco sempre per tornare a questo tipo di gialli?
Naturalmente voglio sapere chi è stato.
Ma mi sono accorta che, quando continuo una serie, raramente lo faccio soltanto perché voglio leggere un altro caso.
Se il mondo costruito attorno alla protagonista funziona, dopo un po’ voglio semplicemente tornarci. Conosco già alcuni personaggi, so quali rapporti ci sono tra loro e magari c’è una storia sentimentale rimasta sospesa dal libro precedente. Il nuovo omicidio diventa quasi il pretesto per rientrare in quell’universo.
Nel mio caso c’è poi un’aggravante: amo le ambientazioni storiche.
Anni Venti e Trenta, ville, hotel, differenze sociali, famiglie molto rispettabili che chiaramente nascondono qualcosa: sono elementi che mi fanno prendere in mano un libro con una facilità imbarazzante.
E se nel frattempo c’è anche del romance, non mi lamento. Leggo già molti libri rosa (ne parlo anche nella mia “guida” ai trope romance), quindi quando le due cose riescono a convivere senza che il mistero diventi un accessorio la combinazione per me funziona particolarmente bene.
Da qui parte la selezione dei libri che ho raccolto qui sotto. Non sono “i migliori cozy mystery di sempre”: sono quelli che ho letto di recente e che, per motivi diversi, possono essere dei buoni punti di ingresso nel genere.
Alcuni libri cozy mystery (che ho letto) da cui partire
Miss Bee e il cadavere in biblioteca – Alessia Gazzola
Serie: Miss Bee

Se dovessi partire dal libro che concentra più cose che piacciono a me, sceglierei probabilmente Miss Bee e il cadavere in biblioteca, della nostrana Alessia Gazzola (che ho incontrato senza riconoscere subito durante una recente vacanza, accidenti).
Siamo nell’Inghilterra degli anni Venti e Beatrice Bernabò, italiana trasferita a Londra con il padre e le sorelle, si ritrova a frequentare un ambiente sociale molto diverso dal proprio. Ci sono aristocratici, convenzioni, differenze di classe, famiglie che sembrano impeccabili e naturalmente un omicidio.
Il mistero funziona, ma non è l’unica ragione per cui ho continuato la serie.
Mi interessano soprattutto i personaggi e il modo in cui i loro rapporti cambiano da un volume all’altro. Qui la parte sentimentale non è messa lì tanto per aggiungere un interesse amoroso alla protagonista: cresce insieme alla serie e diventa uno dei motivi per cui vale la pena leggere i libri in ordine.
Ne ho letti quattro e, finora, è una delle serie che ho continuato con più piacere.
Da Miss Bee, tra l’altro, il passaggio a un’altra delle mie debolezze letterarie è molto breve: gente ricca, anni Venti e delitti in luoghi eleganti.
Non vedo l’ora esca il nuovo volume a fine anno.
Murder at the Grand Hotel – Isabella Bassett
Serie: Lady Caroline Murder Mysteries

Murder at the Grand Hotel porta tutto su un piano un po’ più classico: hotel, Riviera francese, aristocrazia e un gruppo di persone che ha parecchio da perdere se certi segreti vengono fuori.
Lady Caroline non è una detective professionista. Fa parte di quel mondo e proprio per questo riesce a muoversi al suo interno con naturalezza, ascoltando conversazioni e facendo domande dove altri avrebbero molte più difficoltà. Un po’ una Miss Fisher del Continente.
Il primo libro, però, non è quello che mi è rimasto maggiormente impresso.
Ho continuato la serie e, per me, migliora andando avanti: alcuni dei casi successivi mi sono sembrati più riusciti e anche il mondo della protagonista diventa progressivamente più interessante.
È uno di quei casi in cui sono contenta di non essermi fermata al primo volume.
A Most Parisian Murder – Millicent Binks
Serie: An Opal Laplume Mystery

Ammetto che in questo caso sono partita già conquistata dalla premessa: Parigi negli anni Trenta, cabaret, moda e una protagonista inglese che lavora come sarta.
Opal Laplume non ha esattamente il profilo dell’investigatrice classica e infatti la cosa che mi diverte di più della serie è proprio vederla muoversi ogni volta in ambienti diversi.
Dopo Parigi si passa anche per Hollywood e per la Scozia, quindi l’ambientazione cambia parecchio e rimane uno degli aspetti che preferisco.
Sul mistero, invece, ho qualche riserva in più.
In alcuni punti ho trovato gli sviluppi un po’ forzati e, soprattutto andando avanti, non sempre i collegamenti tra gli indizi mi hanno convinta.
Per questo la consiglierei soprattutto se nei mystery storici cerchi molto anche il contesto: abiti, luoghi, differenze sociali, atmosfera. Se la tua priorità è invece un giallo costruito come un meccanismo perfetto, non sarebbe la mia prima scelta.
A Bitter Pill – S.A. Reeves
Serie: The Bookshop Mysteries

Piccola città inglese, libreria, presentazione di un libro, morte sospetta.
Per essere più cozy di così bisogna davvero impegnarsi.
La cosa che mi ha sorpreso è che, nonostante metta insieme parecchi elementi quasi da manuale, non mi è sembrato costruito a tavolino per aderire a un genere.
Gemma gestisce una libreria a Belper, nel Derbyshire, e insieme a Mavis inizia a fare domande quando la morte di un autore locale durante un evento non sembra più così accidentale.
Qui c’è proprio quel tipo di atmosfera che associo immediatamente al cozy britannico: un centro piccolo, persone che si conoscono, un’attività che diventa il fulcro della comunità e due investigatrici assolutamente non professioniste.
L’ho letto di recente e ho continuato la serie.
Se qualcuno mi chiedesse un esempio semplice per capire concretamente cosa sia un cozy mystery, probabilmente partirei da questo.
The Art of Murder – Fiona Walker
Serie: The Village Detectives

Io con i villaggi inglesi non sono imparziale.
Mi piace quel tipo di storia in cui il luogo diventa quasi un personaggio: dopo un po’ inizi a capire chi vive dove, quali famiglie si conoscono da sempre, chi non sopporta il vicino e chi sa qualcosa di tutti.
È probabilmente anche il motivo per cui continuo a guardare da dieci milioni di anni L’ispettore Barnaby, nonostante in quelle campagne dovrebbe ormai essere rimasta una popolazione di circa dodici persone.
The Art of Murder mi ha dato subito una sensazione simile.
Juno Mulligan arriva a Inkbury e finisce coinvolta nell’indagine sulla morte di un mercante d’arte, ma quello che mi interessa è soprattutto la possibilità di costruire attorno a lei una comunità destinata a ritornare nei libri successivi.
Quando un village mystery funziona, per me il piacere sta proprio lì: non devo soltanto capire chi è l’assassino, devo iniziare a sentirmi vagamente di casa.
Una ficcanaso in meno – Kristen Perrin
Titolo originale: How to Solve Your Own Murder
Serie: Castle Knoll Files

La premessa di Una ficcanaso in meno mi aveva incuriosita immediatamente.
Da ragazza, Frances Adams va da una cartomante e si sente predire il proprio assassinio.
Una persona normale probabilmente se ne dimenticherebbe dopo un po’. Frances no.
Passa gran parte della vita cercando di capire chi potrebbe volerla morta e, molti anni dopo, viene effettivamente uccisa.
È a quel punto che entra nella storia Annie, la pronipote, che deve capire che cosa sia successo.
Rispetto ad altri libri di questa lista la struttura è meno classica e gioca molto di più con passato e presente. Ci sono però il piccolo paese, vecchi segreti, rapporti mai del tutto chiariti e una protagonista che si mette a indagare pur non essendo una detective.
Ho letto anche il secondo volume e mi ha convinta meno, ma il primo continua a sembrarmi uno dei titoli più interessanti per capire che il cozy può essere qualcosa di più ampio della sua versione da cartolina.
E Fiona Davis?
Fiona Davis è un discorso un po’ diverso.
Non la considero un’autrice di cozy mystery in senso stretto e non avrebbe senso farla entrare nella categoria solo perché nei suoi libri ci sono storia e segreti.
Però il collegamento, almeno per come leggo io, esiste.
Se di Miss Bee, Lady Caroline o Opal Laplume ti interessa soprattutto la parte storica, se ti piacciono gli edifici che nascondono storie, le vicende del passato che tornano fuori molti anni dopo e le ambientazioni molto forti, è facile spostarsi verso romanzi che stanno più dalle parti dell’historical mystery.
Ed è esattamente uno dei filoni che voglio approfondire separatamente, perché più leggo questi libri più mi sembra evidente che le categorie siano utili fino a un certo punto.
Quindi, da dove partire?
Io non sceglierei in base a quale libro sia “il più cozy”.
Sceglierei in base a cosa mi va di leggere in quel momento.
Se volessi soprattutto storico e romance, prenderei Miss Bee e il cadavere in biblioteca. Se invece cercassi del cozy britannico più riconoscibile, A Bitter Pill. Per aristocrazia, hotel e anni Venti sceglierei Lady Caroline, mentre Opal Laplume la terrei per quando ho voglia soprattutto di atmosfera e ambientazioni storiche. E magari qualche risata.
The Art of Murder è quello a cui penserei se volessi un villaggio inglese da conoscere poco alla volta. Una ficcanaso in meno, invece, se avessi voglia di una struttura meno tradizionale.
Domande sui cozy mystery
È un tipo di giallo in cui il mistero resta centrale ma la violenza tende a essere poco esplicita. Sono comuni investigatori amatoriali, ambienti circoscritti e personaggi che ritornano da un libro all’altro.
Il cozy mystery è un sottogenere del giallo. Rispetto a thriller, noir e crime più duri tende a concentrarsi meno sulla violenza e più sull’indagine, sull’ambientazione e sui rapporti tra i personaggi.
No, anche se è molto frequente. Il mistero può riguardare anche altri crimini o segreti.
Sì. In alcune serie la componente sentimentale continua anche attraverso più volumi. A me piace particolarmente quando cresce insieme ai personaggi senza far diventare il mistero soltanto uno sfondo.
Dipende da cosa cerchi. A Bitter Pill è molto vicino al cozy britannico classico, Miss Bee e il cadavere in biblioteca mescola mystery storico e romance, The Art of Murder punta molto sulla comunità del villaggio, mentre Una ficcanaso in meno parte da una struttura meno tradizionale.
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