
La Fignette a Strasburgo: dove mangiare cucina alsaziana in centro
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Le nostre vacanze estive quest’anno si sono mosse a cavallo tra Baden-Württemberg, Alsazia e Champagne, in un itinerario fatto di città, qualche deviazione e, inevitabilmente, parecchie cose da mangiare (e bere). Strasburgo è stata una delle tappe e La Fignette uno degli indirizzi che abbiamo provato durante i giorni trascorsi in città.
Arrivavamo dalla Germania, dove avevamo già iniziato piuttosto bene – se stai organizzando un viaggio nella Foresta Nera, ho raccolto alcune opinioni anche su cosa mangiare a Friburgo – ma attraversare il Reno significa cambiare cucina senza allontanarsi poi così tanto. Ingredienti e influenze si rincorrono da una parte all’altra del confine, con qualche differenza e molti punti di contatto. D’altronde, la storia europea ci racconta come proprio in questa zona i confini siano stati spostati più e più volte.

La Fignette si trova in pieno centro, al 5 di Rue de la Vignette. La posizione è comodissima mentre si visita la città e, inevitabilmente, il locale è frequentato anche (soprattutto?) dai turisti. Di solito questo mi rende un po’ sospettosa; in questo caso, però, abbiamo mangiato bene, con porzioni decisamente generose e un menu che permette di provare diversi sapori della zona.
Con una nota da mettere subito agli atti: non andarci se hai fretta. Durante il nostro pranzo il servizio è stato piuttosto lento, proprio perché il locale era veramente affollatissimo.
Cosa abbiamo mangiato a La Fignette
Come sempre, abbiamo preferito ordinare cose diverse da condividere, iniziando da una tarte flambée champignons gratinée.

La tarte flambée, o flammekueche, è una delle specialità più riconoscibili di questa parte d’Europa: una base di pasta molto sottile, tradizionalmente condita con crème fraîche, cipolla e lardons. La versione scelta da noi aggiungeva funghi ed Emmental, ed era cotta nel forno a legna. Una farcitura che abbiamo visto riproposta spesso nei menu di Strasburgo.
È una di quelle preparazioni che sembrano semplicissime finché non ci si accorge che il punto è proprio quello: base sottile e croccante, pochi ingredienti e sapori piuttosto netti. Inoltre, dividendola, siamo riusciti a lasciare spazio a quello che è diventato il mio piatto preferito del pranzo.
Gli spaetzle grillés au Munster et lardons.

Gli spaetzle, abitando a Nord Est, li conosciamo bene. Li troviamo in Alto Adige o nella vicina Austria. Qui a Strasburgo sono arrivati accompagnati da uno degli ingredienti che raccontano meglio l’Alsazia: il Munster.
Se non lo conosci, è un formaggio a pasta molle e crosta lavata originario dei Vosgi, prodotto storicamente sui due versanti della catena montuosa. Ha un odore decisamente importante (come spesso accade con i formaggi francesi) e un gusto intenso, ma meno aggressivo di quanto il profumo possa far pensare. Il Munster è una denominazione AOP, prodotta con latte vaccino secondo un disciplinare preciso.
A La Fignette ci è arrivato fuso e servito separatamente dagli spaetzle, insieme ai lardons. Una soluzione che ho apprezzato parecchio, perché permette di dosarlo invece di ritrovarsi tutto il piatto sommerso dal formaggio.
La porzione era enorme. E sì, è esattamente il genere di cosa che vorrei mangiare di nuovo in una giornata fredda, anche se noi abbiamo avuto l’ottima idea di ordinarla in piena estate con 40°C dentro al locale.

Abbiamo poi diviso anche un tataki di manzo con salsa di pomodoro e frites, uno dei piatti del giorno.
Qui l’abbinamento è stato più particolare. Il manzo in sé mi è piaciuto, mentre il pomodoro servito in questo modo sulla carne mi ha spiazzata un po’. Non era cattivo e non parlerei di un abbinamento sbagliato: semplicemente, per il nostro gusto, è meno abituale trovare il pomodoro accostato così direttamente al manzo, soprattutto con una cottura come il tataki. È uno di quei sapori che assaggi e pensi: interessante, ma non lo ordinerei di nuovo.
E da bere? Pinot Gris alsaziano
Con un pranzo del genere del vino leggerissimo e invisibile avrebbe avuto vita breve. Abbiamo scelto un Pinot Gris AOC Alsace del Domaine Siebert, preso in caraffa.
Il Pinot Gris alsaziano tende ad avere più corpo e morbidezza rispetto all’immagine molto fresca e lineare che in Italia spesso associamo al Pinot Grigio. Può sviluppare una certa ricchezza aromatica mantenendo comunque abbastanza freschezza da non risultare pesante.
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Mangiare a La Fignette: la nostra esperienza
La Fignette non è l’indirizzo segreto scoperto per caso in una stradina dove non arriva nessuno. È in centro ed è frequentata dai turisti, cosa abbastanza inevitabile vista la posizione.
Ma “turistico” e “da evitare” non sono sempre sinonimi.
Noi ci siamo trovati bene soprattutto perché ci ha permesso di assaggiare più preparazioni della zona nello stesso pranzo, senza costruire l’esperienza intorno alla ricerca ossessiva del locale autentico che nessun altro deve conoscere. Il menu de La Fignette è perfetto in tal senso.
La cosa che terrei in considerazione è piuttosto il servizio: durante la nostra visita i tempi sono stati lunghi, anche solo per ordinare. Eravamo in vacanza, quindi nessun dramma, ma con un itinerario serrato potrebbe diventare fastidioso.
