
Le Contrade: menu degustazione di carne a Sacile
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Le Contrade è uno dei miei ristoranti preferiti a Sacile e, soprattutto, uno di quei posti in cui secondo me vale la pena tornare più volte durante l’anno. Il motivo è semplice: il menu cambia seguendo la stagionalità, quindi l’esperienza può essere molto diversa a seconda del periodo.
Questo articolo, per esempio, arriva con un certo ritardo: il menu che ti racconto è quello che abbiamo provato a maggio, in piena primavera. Mi ero completamente dimenticata di pubblicarlo, ma visto che nel frattempo continuo a consigliare Le Contrade a chi mi chiede dove mangiare a Sacile (quando si cerca quel qualcosina di più), direi che vale comunque la pena recuperarlo.
Le Contrade: un piccolo ristorante nel centro di Sacile
Le Contrade si trova in centro storico a Sacile, a pochi passi dal Duomo, in una delle vie più caratteristiche della città.
È un locale piuttosto piccolo, con pochi coperti e un’atmosfera tranquilla e raccolta. Non lo definirei il classico ristorante da grande occasione “impostata”: è più un’osteria contemporanea, curata ma senza risultare ingessata. Proprio per le sue dimensioni e l’ambiente raccolto, è perfetto per una cenetta romantica a due o per una cena intima tra amici.
Uno degli aspetti che apprezzo di più è proprio la cucina, che parte spesso da ingredienti del territorio e li segue nel corso delle stagioni. Non a caso, nel nostro menu di maggio erano protagonisti anche gli asparagi di Cimadolmo.
Il menu degustazione di carne
Le Contrade propone sia piatti alla carta sia un menu degustazione da 50 euro (prezzi a luglio 2026). Puoi scegliere tra un percorso di carne e uno di pesce.
Questa volta abbiamo scelto quello di carne, ma non perché lo preferisca necessariamente: qualche mese prima avevamo già provato il menu degustazione di pesce e ci era piaciuto molto.

Il nostro percorso primaverile è iniziato con un tataki di manzo con salsa alle fragole e spinacino fresco.
Probabilmente uno degli abbinamenti che ricordo meglio della cena, anche grazie al vino servito insieme: un Pinot Nero la cui componente fruttata funzionava particolarmente bene con la fragola del piatto.

A seguire è arrivato un rollè di pollo con caponata leggera di verdure, delicato e decisamente più interessante di quanto la parola “pollo” possa far pensare sulla carta.
Le tagliatelle agli asparagi di Cimadolmo
Il primo era forse il piatto più rappresentativo del periodo: tagliatelle agli asparagi di Cimadolmo.

Niente costruzioni particolarmente complicate, ed è proprio questo il punto. Quando l’ingrediente è buono e nel pieno della sua stagione, non serve necessariamente nasconderlo dietro mille elementi.
Gli asparagi di Cimadolmo sono una delle produzioni più conosciute del territorio veneto e ritrovarli nel menu è esattamente quel tipo di attenzione alla stagionalità che mi fa apprezzare Le Contrade.
Il secondo e il dessert
Come secondo abbiamo mangiato un tenero di manzo brasato a bassa temperatura con agretti: carne molto morbida, saporita ma senza quella pesantezza che a volte accompagna i brasati.

Anche qui, gli agretti riportavano immediatamente alla primavera e tenevano insieme il filo conduttore del menu.

Per chiudere, un dessert a base di crema e fragole, semplice e perfettamente coerente con il resto della cena.
Vale la pena aggiungere il percorso vini?
Secondo me sì.
Noi abbiamo scelto anche il percorso vini in abbinamento, con un calice diverso durante il menu. Ed è una delle cose che ti consiglierei di fare soprattutto qui, perché non ho avuto la sensazione di bere semplicemente “un vino diverso a ogni portata”.
Gli abbinamenti erano pensati in funzione del piatto e, in alcuni casi, riuscivano davvero a far emergere qualcosa in più. L’esempio migliore rimane per me il Pinot Nero con il tataki e la salsa alle fragole.
Naturalmente puoi anche ordinare dalla carta: Le Contrade ha una selezione di vini decisamente ampia.
Le Contrade a Sacile: cosa ne penso
Come avrai capito, è un posto in cui torno volentieri.
Mi piace per le dimensioni raccolte, per la cucina curata senza essere eccessivamente costruita e soprattutto perché il menu non rimane immobile durante l’anno. Se ti interessa una cucina legata agli ingredienti stagionali, secondo me è proprio questo uno dei motivi per tornarci più di una volta.
E non devi scegliere per forza il degustazione: vale la pena anche per una cena alla carta.
Una nota pratica, però, la devo fare. All’interno non c’è aria condizionata e nelle giornate veramente calde d’estate per me può diventare poco piacevole. Nella bella stagione c’è anche il dehors, quindi ti consiglierei quello oppure una serata non particolarmente afosa.
Per primavera, autunno e inverno, invece, l’ambiente interno piccolo e raccolto è parte del suo fascino.
